Centro Ester: esperienza di frontiera

"Un'esperienza di frontiera". Così definirei il profilo, il genio del Centro. Mi piace immaginarlo come un laboratorio di libertà, dove si cresce tra grandi spazi. La frontiera è occasione non di conquista, ma di incontro, di fusione, di grazia. Non limita lo sguardo, lo spinge più lontano. La frontiera non blocca il passo, invita ad essere oltrepassata.

Si tratta di confrontarsi senza sosta con l'Altro, il Diverso che irrompe nella vita e ne misura la pochezza e l'inautenticità. Qui non si vive la propria vicenda, il proprio rapporto con gli altri, come qualcosa di scontato, di acquisito una volta per sempre. Qui non si danno risposte a tutte le domande della vita né ci si accontenta delle risposte già trovate. Il cuore è spinto a cercare ancora. Sempre. È privilegiata la condizione interiore del nomade, che spinge a guardare in lontananza, oltre ogni orizzonte.

Se hai gambe, vieni da noi. Se hai un cuore forte, da pioniere, da esploratore di spazi nuovi, vieni con noi. Solo i nomadi sanno essere liberi, sanno andare oltre.

Padre Adolfo Russo

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